Lo Schermo Bottin.

 

Sono diversi anni ormai che mi dedico allo studio dell’uomo con il suo ambiente e sopratutto alle potenzialità di questo abbinamento.

In particolare alcuni anni fa volevo far interagire l’uomo e la macchina con un sistema aderente ma non intrusivo né claustrofobico.

Occupandomi personalmente di percezione, di sistemi cognitivi e di interazioni emotive, dovevo uscire completamente dalla concezione di task analysis se volevo produrre dei risultati importanti nell’ambito delle risorse umane in senso olistico.

Mi serviva un ambiente educativo e formativo estremamente versatile, che si adattasse ad un uso molteplice: dal semplice addestramento, alla rimozione di blocchi emotivi o cognitivi, dalla stimolazione delle intelligenze multiple, al decondizionamento.

Creai così un dispositivo in grado di accogliere confortevolmente ed ergonomicamente il soggetto uomo che in questo caso diventava anche l’obbiettivo del lavoro.

Il dispositivo in questione è un ambiente reale costituito principalmente da uno schermo audiovisivo a curvatura antropocentrico contrapposto ad una seduta per lunghe permanenze quale una chaise longue, lo schermo segue l’inclinazione dell’asse del capo del soggetto che viene avvolta oltre il suo campo visivo.

Lo schermo in questione è abbastanza grande da contenere il soggetto nella sua interezza e quindi di accettare nel contesto visivo ma anche fisico il suo corpo.

Proiettare il soggetto nella scena, non solo elimina l’effetto finestra di un normale display, ma lo contestualizza in una realtà più ampia.

Ecco che preparare delle realtà alternative mi ha permesso di spaziare nei vari campi di utilizzo dell’apparecchio, dalla teleguida alla realtà aumentata.

 

 

 

esempio di teleguida con visione immersiva.

 

Una ricerca sull’interazione sistema emo cognitivo – macchina.

 

Questa ricerca, svolta su oltre un centinaio di individui, più che essere quantitativa, mira a tracciare alcune linee guida per ulteriori analisi di approfondimento in un campo così nuovo che comprende l’individuo oltre la propria coscienza.

 

Il compito : interfacciare la mente ed in particolare il sistema emo-cognitivo con un apparato multisensoriale altamente flessibile (lo schermo Bottin) rispettando l’ecologia del sistema mente – cervello – corpo.

 

 Il programma prevede la somministrazione di un nostro prodotto audiovisivo della durata di 20 minuti primi atto a produrre un lieve stato alterato di coscienza.

(Il tema è un’animazione digitale di un viaggio simbolico all’interno della mente.)

Esso è costituito da 2 fasi:

 

Fase 1 – Drammatizzazione (forte coinvolgimento emotivo con conseguente aumento dello stress, in questa fase l’organismo rilascia in circolo corticoidi e sostanze autodopanti)

Forte stimolazione della corteccia visiva e dell’amigdala e delle ghiandole surrenali.

Dopo i primi minuti registriamo i primi disorientamenti spaziali (indotti).

Al 5° minuto la pratica attenzionale visiva è collocata in un cono compreso tra 70 e 50 gradi ridotto a 20 – 30 gradi ala fine della prima fase con comparsa di eventi sinestetico/allucinatori indotti dal flusso ottico periferico.

Il trattamento si completa con la somministrazione accellerata di stimoli visivo – spaziali, di movimento nella scena, in sincronia di quelli auditivo – sonori e subliminali prodotti dal dispositivo olofonico dello schermo.

 

Fase 2 – Rilascio (stato di alterazione della coscienza con ricategorizzazione degli eventi e rimappaggio, riconnessione corpo – mente con calda coloritura emozionale)

In questa fase le scene sono proposte in movimento soft con induzione di galleggiamento ed evoluzioni a volo d’uccello.

Suoni ancestrali poggiano su tappeti sonori accompagnati da melodie flautate di tipo elementare.

(da approfondire le ricadute sul sistema limbico)

 

Abbiamo rilevato al 100 % la comparsa di:

 

Rilassamento posturale e muscolare.

Comparsa di movimenti involontari e di segnali riguardanti lo strato di trance (alcuni di tipo stuporoso)

Effetto di cambio del tono dell’umore (maggior rilascio di endorfine)

Senso di appagamento e di rilassamento.

 

Il 30 % ha richiesto il bis.

 

Il campione di soggetti maschili e femminili tra i 20 e i 70 anni proveniva da diverse realtà economico sociali: dall’artigiano al professionista, dall’operaio al dirigente, dallo studente al professore universitario.

 

Per semplicità descrivo schematicamente come si sono svolte le sessioni.

 

 

 

Schema del dispositivo:

 

dispositivo 1

Dove

 

S = soggetto (corpo – mente – cervello)

C = campo audio visivo (schermo Bottin)

B = bio feedback (sistema di monitoraggio per l’analisi posturale)

D = dispositivo (hard + software)

 

 

E per semplificare ciò che accadeva ai soggetti:

 

S = soggetto

PC = parte conscia

PPC = parte preconscia

Pi = parte incoscia

 

 

all’inizio della sessione

 

 

dopo 5 minuti

 

dopo 10 minuti.

 

Quindi la presenza di attività “sottile” era rilevabile dal sistema di monitoraggio del bio feedback.

 

L’appetibilità del sistema Bottin è confermata dall’approccio eco – ergonomico con questo tipo di realtà in quanto tutti i soggetti hanno manifestato la propria interazione emo cognitiva.

Il tempo medio di assimilazione totale dei soggetti nel contesto della loro prima sessione è quantificato tra il 3° ed il 4° minuto.

L’attività cognitiva è accompagnata dalla traccia di eventi psichici e neuro biologici di notevole importanza.

Significativi i dati riguardanti la stimolazione sensoriale che crea immediatamente “il campo” vissuto contemporaneamente sia a livello percettivo che cognitivo (superamento dell’effetto finestra.

 

Altrettanto significativi i dati che riguardano l’altissima adattabilità uomo macchina in quanto il sistema progettato come aderente al soggetto (mente – cervello – corpo) ne rispetta la sua ecologia e si disfà delle protesi invasive.

 

Il dispositivo 1 stato inoltre impiegato per le seguenti attività riguardanti il potenziamento delle risorse del soggetto:

 

miglioramento delle performance della memoria e dell’attenzione, aiuto e controllo dello stress, accelerazione dell’elaborazione dell’informazione, innesti di memoria eterogenerati, induzione di stati profondamente alterati di coscienza, de condizionamento, ricontestualizzazione esistenziale, ricategorizzazione della memoria.

 

 

Il lavoro

 

A questo punto sarebbe stato molto interessante fare interagire le persone con altri ambienti oltre che con la propria psiche, come suggerisce Tom Cruise in Rapporto di Minoranza.

Ecco che allora sostituendo il bio feedback con delle interfacce adeguate ottengo un dispositivo dalla forte coloritura emozionale (ciò che dà il senso di presenza nella realtà virtuale) e che spinge il soggetto alla contemporaneità idea – azione.

 

dispositivo 2

S = soggetto

C = campo audiovisivo

i = interfaccia

D = dispositivo

 

Ed ecco qua un modello di simulatore, un apparato di teleguida e telepresenza, uno strumento di addestramento o di controllo, un apparato versatile sia in campo bellico che di semplice intrattenimento.

 

 

una simulazione di battaglia.

 

 

 

Il futuro.

 

Credo si stia delineando una convergenza, non solo di mezzi (plurimedia), o di tecnologia wireless, adsl ma anche di concezioni di lavoro e di linguaggi, ecco perché ho previsto un ulteriore up grade  del dispositivo che utilizza il mio schermo, una sorta di convertitore di realtà mista o realtà potenziata che si evolve nel seguente schema:

 

schema 3

S = soggetto

C = campo audiovisivo

i = interfacce

D = dispositivo

R = C + i = realtà potenziata

 

dove il campo sensoriale e le interfacce (input ed output) si sovrappongono e il risultato è maggiore della loro somma.

 

Abbiamo quindi un modello di simulatore ad alta interattività, una teleguida e una telepresenza con manipolatori a ritorno di forza, un ufficio/officina virtuale.

Il vantaggio che la relazione sarà sempre più di qualità tra uomo, macchina e contesto in una elaborazione continua di tutti tre gli elementi non ingabbiati in una realtà fissa ma in un mondo flessibile e mutevole, libero di ricreare le regole che più si confanno allo scopo ed alla situazione liberando la fantasia e l’estro creativo.

 

 

 

 

 

progettazione di un nostro prototipo in rendering (ufficio officina virtuale)

   

Dott. Pier Paolo Bottin

 

  Un'analisi comparativa

 

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Aggiornato il: 29 luglio 2007